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Replica di Cranio di uno scimpanzé

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Codice MePa VP760/1 Categoria:

Descrizione

Replica di Cranio di uno scimpanzé

Cranio di primate particolarmente indicato per studi comparativi. Con dettagliata descrizione delle caratteristiche tipiche. Come modello per il calco sono stati utilizzati crani originali dalle collezioni della Johann Wolfgang Goethe Universität di Francoforte sul Meno (scimpanzé), dell’Istituto di Ricerca Senckenberg e del Museo di Storia Naturale di Francoforte sul Meno (orango, gorilla).
Calco naturale in materiale sintetico infrangibile.
Il cranio di questo scimpanzé femmina adulta di statura media mostra un rilievo craniale poco pronunciato.
A parte la forte prominenza sopraorbitale, il neurocranio sembra piuttosto liscio e per questo si potrebbe
comparare senza problemi a quello umano.
Negli animali di età superiore una simile comparazione non sarebbe più possibile.
Anche nel cranio dello scimpanzé colpiscono le dimensioni sproporzionate della sezione viso-mascellare
(del viscerocranio ovvero del viscerocranio e dello splancnocranio) rispetto al neurocranio. Tale relazione
tuttavia si sviluppa solo nel corso della crescita postnatale, in particolare nel periodo di cambio della dentatura.
I condili occipitali dell’articolazione del capo che circondano il foro occipitale grande si trovano nell’area
posteriore del cranio. Anche qui appare evidente la differenza rispetto all’animale neonato o infantile.
Il dimorfismo sessuale del cranio nello scimpanzé appare solo al primo sguardo meno fortemente pronunciato che in altri Pongidi.
Come tutti gli altri primati analizzati, anche gli scimpanzé maschi mostrano al centro dei volumi cerebrali superiori, denti canini più grandi e di forma diversa e rilievi cranici molto più pronunciati. Perlomeno i maschi di età matura li hanno sempre, mentre le femmine di età matura presentano abbastanza spesso una cresta sagittale, anche se meno pronunciata che nei gorilla. Le creste occipitali si formano in tutti gli animali adulti e trovano la loro ragione d’essere nella prominenza anteriore del capo.
In linea di massima si ha la formazione di prominenze sopraorbitali, che in posizione mediana sono unite
alla prominenza frontale unitaria con una prominenza gabellare. Di conseguenza i seni frontali sono molto accentuati. Questa formazione nasce parallelamente allo sviluppo della dentatura permanente e prosegue poi con l’uso della dentatura in conseguenza della progressiva abrasione dei denti4.
Il ramo ascendente della mandibola (ramo mandibolare) è relativamente basso. Caratteristico della dentatura dei Pongidi appare l’allineamento piuttosto parallelo dei denti premolari e molari. I denti incisivi invece sono in posizione frontale. I denti canini a forma di pugnale, tipici di questa famiglia, sporgono chiaramente rispetto al piano di masticazione o occlusione. Per tale ragione nella mascella tra dente canino e primo premolare c’è un vuoto, il cosiddetto diastema, nel quale a dentatura chiusa si inserisce il dente canino della mandibola.
I denti anteriori si chiudono a forma di forbice, cosicché il morso risulta facilitato; i denti posteriori mostrano delle corone larghe e smussate, idonee alla triturazione. I molari sono caratterizzati dal cosiddetto modello driopitecineo, come nell’uomo. Anche nello scimpanzé lo smalto dentario mostra sulla superficie di masticazione, accanto ai solchi, poche ma tipiche grinze.
A partire dal lavoro pionieristico di E. Selenkas attorno al 1900 gli scimpanzé sono considerati come i
parenti viventi più prossimi dell’uomo. Quindi hanno preso il posto dell’orangutan.
Dimensioni:         ca. 17×11,5×14 cm
Peso:  ca. 0,5 kg

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