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Replica di cranio di un orango maschile

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Codice MePa VP761/1 Categoria:

Descrizione

Replica di cranio di un orango maschile

Cranio di primate particolarmente indicato per studi comparativi.
Con dettagliata descrizione delle caratteristiche tipiche.
Come modello per il calco sono stati utilizzati crani originali dalle collezioni della Johann Wolfgang Goethe Universität di Francoforte sul Meno (scimpanzé), dell’Istituto di Ricerca Senckenberg e del Museo di Storia Naturale di Francoforte sul Meno (orango, gorilla). Calco naturale in materiale sintetico infrangibile.
Il cranio di questo orangutan maschio, piuttosto grande e di età matura, mostra un rilievo craniale fortemente pronunciato. Il neurocranio e il viscerocranio hanno un aspetto scabro e ornato di gibbosità, sporgenze, ecc. originate dalle esigenze poste dalla muscolatura masticatoria e nucale. Tali caratteristiche non sono comparabili con quelle umane.
Anche nel cranio dell’orangutan colpiscono le dimensioni sproporzionate della sezione viso-mascellare (del viscerocranio ovvero del viscerocranio e dello splancnocranio) rispetto al neurocranio. Tale relazione tuttavia si sviluppa solo nel corso della crescita postnatale, in particolare nel periodo di cambio della dentatura.
Sulla sutura sagittale, ed anche al centro del cranio, si erge la cresta sagittale ossea, che aumenta di volume sul retro. Si forma a partire dalle ossa parietali ed è all’origine del muscolo temporale, che aumenta il suo volume fino a quel punto3. Sull’occipite la cresta sagittale incontra la cresta occipitale, la quale si sviluppa in concomitanza al rafforzamento della muscolatura nucale.
I condili occipitali dell’articolazione del capo che circondano il foro occipitale grande si trovano nell’area posteriore del cranio. Anche qui appare evidente la differenza rispetto all’animale neonato o infantile.
Il dimorfismo sessuale del cranio nell’orangutan appare al primo sguardo più fortemente pronunciato che per esempio negli scimpanzé, ma meno che nei gorilla. Come tutti gli altri primati analizzati, anche gli orangutan maschi al centro dei volumi cerebrali superiori, denti canini più grandi e di forma diversa e rilievi cranici notevolmente più pronunciati. I maschi di età matura presentano sempre la cresta sagittale, mentre le femmine adulte quasi mai. Le creste occipitali si formano in tutti gli animali adulti e trovano la loro ragione d’essere nella prominenza anteriore del capo. Negli orangutan sono tuttavia più piccoli che nei Pongidi africani.
In linea di massima solo le arcate sopraorbitali sono sviluppate. Di conseguenza non ci sono seni frontali.
Queste formazioni nascono parallelamente allo sviluppo della dentatura permanente e proseguono poi con l’uso della dentatura in conseguenza della progressiva abrasione dei denti4.
Il ramo ascendente della mandibola (ramo mandibolare) è relativamente basso. Caratteristico della dentatura dei Pongidi appare l’allineamento piuttosto parallelo dei denti premolari e molari. I denti incisivi invece sono in posizione frontale. I denti canini a forma di pugnale, tipici di questa famiglia, sporgono chiaramente rispetto al piano di masticazione o occlusione. Per tale ragione nella mascella tra dente canino e primo premolare c’è un vuoto, il diastema, nel quale a dentatura chiusa si inserisce il dente canino della mandibola.
I denti anteriori si chiudono a forma di forbice, cosicché il morso risulta facilitato; i denti posteriori mostrano delle corone larghe e smussate, idonee alla triturazione. I molari sono caratterizzati dal cosiddetto modello driopitecineo, come nell’uomo. Anche nell’orangutan lo smalto dentario mostra sulla superficie di masticazione, accanto ai solchi, le tipiche grinze. Queste appaiono così compatte e con una disposizione così caratteristica che qualsiasi persona sarebbe in grado di riconoscere un dente di orangutan.
Qui di seguito indichiamo alcune misure del cranio originale dell’orangutan5.
Massima lunghezza del neurocranio (con cresta occipitale) 134 mm
Massima larghezza del neurocranio 131 mm
Larghezza del cranio nell’area del restringimento postorbitale maggiore 65 mm
Volume della cavità cranica = „volume del cervello“ 440 cm
Lunghezza del viso 182 mm
Larghezza del viso superiore (larghezza biorbitale esterna) 107 mm
Larghezza dell’arcata zigomatica 160 mm
Massima distanza delle arcate zigomatiche rispetto alla parete cranica 45 mm
Lunghezza del palato 94 mm
Larghezza del palato 41 mm
Larghezza condilare della mascella inferiore 100 mm
Larghezza angolare della mascella inferiore 135 mm
Altezza del corpo mandibolare 42 mm
Altezza del ramo della mascella inferiore 107 mm
Larghezza del ramo 61 mm
Massa totale del cranio 873 g
Massa del cranio privo di mandibola 551 g
Massa della mandibola 322 g
Dimensioni:         ca. 22x16x18 cm
Peso:  ca. 0,6 kg

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